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MARY ZYGOURI

"IL SUONO DELLA PROPRIETÀ"



“Cagliaritani, datemi le chiavi di Tuvixeddu” Costruzione e video documentazione di una performance “Il suono della Proprietà” di Mary Zygouri Mary Zygouri è stata invitata a Cagliari per lavorare sul tema "Flusso Energie Vitali". L'artista individua quasi subito un luogo che rappresenta per la città non tanto un flusso di energie ma al contrario, l'interruzione di queste e come lei stessa ha definito in un'intervista “un vuoto della città”, “con punti di silenzio intenso, come se i rumori fossero stati assorbiti dalle tombe, varcando il quale, sembra di varcare la porta di Ade”. Il suo obiettivo sarà quello di entrare dalla porta principale per rimettere in moto questi flussi vitali ma presto capirà che dovrà farlo passando da quella secondaria. “L'atto poetico dev'essere bello, impregnato di un carattere onirico, deve prescindere da ogni giustificazione, deve creare un'altra realtà nel segno della vita quotidiana. Consente di trascendere a un altro livello. Spalanca le porte di una dimensione nuova, possiede un valore purificatore. […] L'atto poetico, gratuito, avrebbe dovuto consentire la manifestazione in bontà e bellezza di energie creative solitamente represse o latenti dentro di noi.” Jodorwsky Il 9 novembre 2014 Mary Zygouri seguita da telecamere, fotografi e da una folla, entra a Tuvixeddu, la più grande necropoli fenicio-punica del mediterraneo ancora esistente chiusa da decenni al pubblico, in ostaggio degli interessi di uno speculatore immobiliare e di un vuoto istituzionale. L'artista non ha potuto depositare in nessun ufficio la domanda per il progetto performativo da realizzare all'interno dell'area, poiché dentro un tribunale kafkiano giace uno dei più importanti contesti funerari ipogeici del mondo antico. Mary Zygouri ha cercato le chiavi di questo luogo per un mese durante la sua residenza; è andata a bussare alle porte di diversi assessorati del Comune, della Sovrintendenza, del privato ma nessuno gliele ha consegnate rimbalzandola da un presunto “proprietario” all'altro. Nel mentre conoscerà i custodi autoctoni di questo luogo che le daranno preziose indicazioni, così come non mancherà l'aiuto da parte delle associazioni che da anni lottano per la riapertura di Tuvixeddu. Entrerà in contatto con delle artiste e artisti e varie persone solidali con il progetto che collaboreranno alla costruzione della performance. Il 30 ottobre decide di presentare il suo progetto alla città, che da anni protesta per la privazione di questo patrimonio di interesse dell'umanità, e invita le persone a riappropriarsi della necropoli anche solo per un paio d'ore. Prima di tutto bisognerà spogliarsi dal senso di proprietà, consegnando le chiavi di ognuno all'artista, quelle che serviranno simbolicamente ad aprire Tuvixeddu e che nessuno le ha mai dato ma non ha mai negato di possedere. Verranno individuati dei punti sparsi per la città in cui le chiavi potranno essere depositate o portate direttamente il giorno della performance. Rimane il fatto che per entrare “Alle porte dell'Inferno” come scriverà una giornalista, Raffaella Venturi, e seguire Mary Zygouri in una serie di azioni sarà necessario oltrepassare le reti e attraversare la cava calcarea scavata agli inizi del ‘900, quella che l'artista chiama il “gran Kenyon”; ma nessuno la deluderà e il giorno dell'appuntamento un centinaio di persone si presenteranno con chiavi in mano per vivere “Il Suono delle proprietà”; in questo senso l'atto performativo crea l'eccezione burocratica che supera il concetto stesso di illegalità diventando liberatorio e purificatore, con una valenza politica e sociale, per la creazione di una nuova memoria collettiva.